MATERNITÀ SURROGATA: DI LEO (STEADFAST), SU SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE "CHE LA MATERNITÀ SURROGATA VENGA BANDITA"

 


Apprendiamo con preoccupazione la pronuncia della Corte costituzionale che si è riunita oggi in camera di consiglio per esaminare le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, poiché in contrasto con l’ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani, uniti civilmente, che hanno fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata. 

Tramite una nota dell’ufficio stampa della Corte Costituzionale apprendiamo che la questione è stata dichiarata inammissibile ribadendo il divieto permanente, con conseguente sanzione, della pratica di maternità surrogata. La Corte, non ritenendo l’attuale quadro giuridico in grado di garantire la piena tutela degli interessi del bambino nato con questa tecnica, suggerisce la necessità di un intervento del legislatore.

Uno scenario preoccupante che apre la strada a disegni di legge che possono mettere in discussione la legge attuale che, secondo noi, agisce in piena tutela dei diritti di tutte le parti coinvolte. La legge non deve accontentare desideri egoistici ma porre limiti a derive amorali come l'accettazione della maternità surrogata per qualsiasi motivo e in qualsiasi forma. Ci sembra quindi di assistere alla stessa forzatura utilizzata per legittimare l’aiuto al suicidio. 

Attendiamo la pronuncia della Consulta e auspichiamo che il Parlamento, se venga deciso di affrontare la questione maternità surrogata, ponga un bando definitivo aumentando sanzione e pena. È inammissibile che la dignità e il corpo di donne e bambini diventino oggetto di compravendita” - dichiara il Presidente Steadfast, Emmanuele Di Leo.


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